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Fp Cgil, i congressi territoriali / Lecco, Tramparulo e la passione dei diritti

Riconfermato a segretario generale della categoria territoriale, Tramparulo è stato votato dall’assemblea congressuale all’unanimità dai 20 votanti presenti (sui 24 aventi diritto)
11 ott. – Lavoro e uguaglianza. Sono queste le voci messe in evidenza, del documento “Il lavoro è”, da Lello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lecco, nella relazione che ha aperto l’XI congresso territoriale della categoria. Il documento che vede Susanna Camusso prima firmataria ha riscosso il favore unanime nelle assemblee di posto di lavoro della Fp lecchese. “Bisogna creare lavoro attraverso una politica dell’uguaglianza, questo è possibile attraverso il contrasto alla precarietà e al lavoro povero – ha detto Tramparulo -. L’obiettivo è la buona occupazione, che non è solamente aumentare i posti di lavoro, ma combattere il precariato, i contratti pirata che legalizzano lo sfruttamento dei lavoratori, spesso sottopagati e ostaggio dell’incertezza lavorativa”. Per il sindacalista, lavoro e uguaglianza devono poter significare welfare pubblico e universale. E un sistema pensionistico solidale che, superando la legge Fornero, permetta l’uscita anticipata a tutte le professioni di cura. C’è poi la disuguaglianza da sanare per tutte le lavoratrici e i lavoratori che, all’interno dello stesso posto di lavoro, hanno tutele diverse. “È necessaria una nuova politica contrattuale che affermi il principio di ‘eguale lavoro, eguale valore’” – ha detto Tramparulo, guardando ad esempio alle condizioni drammatiche dei lavoratori delle cooperative sociali: “Dobbiamo puntare con maggiore decisione ai contratti di filiera ed accorciare le distanze tra i diversi contratti nazionali di lavoro”.
Un tema fondamentale resta la salvaguardia del perimetro pubblico. “La nostra battaglia in difesa dei servizi pubblici rappresenta la difesa di tutti i cittadini; garantire la sopravvivenza di un presidio ospedaliero, di un servizio sociale comunale o di un consultorio non rappresenta solo la mera tutela dei dipendenti, ma la difesa dei diritti collettivi di tutta la comunità” sostiene il segretario. Questo spazio pubblico è sempre più provato dalle esternalizzazioni, vedi quelle dei servizi sociali, e da una flessibilità lavorativa in cui “si nascondono veri e propri soprusi, diritti negati o spesso fatti passare come concessioni”. Un motivo in più per “evitare la contrapposizione ideologica tra i lavoratori pubblici e quelli privati” e, invece, per irrobustire le pubbliche amministrazioni con risorse economiche e umane, rimettendo “al centro il lavoro pubblico”. Il mezzo migliore per farlo è con la contrattazione di secondo livello, con cui si potranno “gestire i processi di cambiamento che attraversano le diverse realtà lavorative”. Con le lavoratrici e i lavoratori che, sui posti di lavoro, potranno sempre contare su rappresentanti sindacali “che hanno deciso di metterci la faccia e di mettersi in gioco con la passione dei diritti, il nostro più grande patrimonio”.
tiziana.altea | 11 ottobre 2018, 08:32
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