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Beni culturali / Il quadro dopo l’incontro

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una nota unitaria sintetizzano le proposte del Ministro Bonisoli
13 sett. – Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl riferendo dell’incontro dei giorni scorsi con il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli ne rilevano i “segnali positivi”. Il ministro, rispondendo alle istanze poste, ha informato i sindacati su: l’incremento del fondo unico di amministrazione (pari a 42 milioni), i funzionari ombra (in finanziaria verrà inserito un emendamento/comma per assumere 460 funzionari della riqualificazione del 2007), i passaggi tra le aree come da testo unico (200 unità per il passaggio dalla prima alla seconda area, mentre gli altri restano da definire). Ma Bonisoli vuole anche proporre una norma per ingaggiare gli idonei del concorso del 2016 e bandire un concorso per assumere fino a 500 unità di personale di seconda area. Mentre 160 profili amministrativi saranno assunti attraverso le graduatorie degli assistenti giudiziari. Sui concorsi per dirigenti, fanno sapere le parti sociali, “oltre ai 5 posti per architetti e ai 4 posti per archeologi già autorizzati, è stata chiesta l’autorizzazione a bandire posti a concorso per 8 archivisti di Stato e 9 amministrativi. Per il 2019 e gli anni a seguire – proseguono Cgil Cisl Uil – il ministro ha dichiarato che chiederà l’autorizzazione a bandire concorsi per 4000 unità complessive (parte non dirigenziale) con possibilità di scorrimento per altre 2000 (quindi 6000 unità in totale) e per altri 40 dirigenti. “Il nodo assunzioni è centrale anche in Lombardia, specie per alcune figure professionali. Manca personale di vigilanza nelle zone archeologiche, le biblioteche, i musei e gli archivi di stato e mancano amministrativi di seconda area  – sostiene Felicia Russo, coordinatrice regionale Fp Cgil -. E poi ci sono tutte le sostituzioni da fare per via dei prossimi pensionamenti, vedi i bibliotecari della Braidense a Milano”. In merito alle Soprintendenze uniche create con la riforma Franceschini, per il coordinatore nazionale Fp Cgil Claudio Meloni il punto è “comprendere quali sono gli strumenti che debbono porre in grado gli Uffici di funzionare. Non è solo un problema di carenza di risorse, ma di distribuzione di poteri che attualmente vedono tutti i settori della tutela marginali rispetto al core business del ministero che ormai si è spostato sul settore museale”. E così l’obiettivo sindacale è preciso: “Noi non chiediamo una riforma Bonisoli che sostituisca la precedente, noi chiediamo interventi precisi che ridiano fiato e autonomia ai settori compressi dalla logica separatista che privilegia il sistema museale”.
tiziana.altea | 13 settembre 2018, 09:02
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