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Esistiamo

Intervista a Andreas Unterkircher, funzionario della Fp Cgil - OEB Agb, Presidente di Centaurus - Arcigay Bolzano e Consigliere nazionale Arcigay, per l'apertura della newsletter di PubblicAzione 24/2018
29 giu. - “È inquietante il tempo in cui viviamo. Se un ministro si permette di dire che le famiglie omogenitoriali non esistono bisogna rispondergli esistendo. Esistiamo. Lo dico proprio come invito a esistere e a mostrarsi e il Pride è un’ottima occasione”. Andreas Unterkircher, 43 anni, è funzionario della Fp Cgil - OEB Agb, Presidente di Centaurus - Arcigay Bolzano e Consigliere nazionale Arcigay. Abbiamo voluto sentirlo proprio in occasione del Gay Pride che si terrà domani a Milano, con l’adesione della Cgil lombarda e della Camera del Lavoro. Siamo in tempi bui, di generale regressione e attacco ai diritti, sociali ed umani. Diritti che dovrebbero essere senza confine e che invece si vuole sempre più isolare, con le persone, in recinti. “C’è una politica vile che si nasconde. Anche a sinistra vedo molta doppia morale. Il Pd, ad esempio, ha fatto un passo avanti con le Unioni civili e poi si è bloccato sulla stepchild adoption. La genitorialità è un elemento importante per la parità dei diritti ed è un nostro prossimo obiettivo. Ma serve, ribadisco, una politica più coraggiosa. E in Italia è necessaria una legge contro l’omofobia, ferma in Parlamento da anni”. Il sindacato cosa può fare, di più e meglio? “I luoghi di lavoro sono luoghi importanti della nostra vita. Per tutti, anche per le persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali. Ma in tanti non si dichiarano nei luoghi di lavoro perché lì appunto si verificano tante discriminazioni. Si ha paura e il contratto può giocare un ruolo rilevante, sia a livello integrativo che nazionale – sostiene Unterkircher -. I sindacati tutti devono posizionarsi negli statuti e la Cgil lo ha fatto. Poi bisogna aprire più sportelli per chi si ritiene vittima di discriminazioni. A Bolzano abbiamo uno sportello per i nuovi diritti. Servono in tutte le sedi, bisogna fare molta consulenza, rompere i tabù. Le sedi della Cgil sono un presidio di democrazia e lo provano anche i blitz ricevuti dalle nuove destre nere”. Li abbiamo avuti anche in Lombardia. “Quei blitz sono stati un boomerang su chi li ha fatti, proprio per aver collegato la Cgil, con la segretaria generale Susanna Camusso, ai diritti delle persone Lgbt, alle minoranze. Il sindacato può giocare un ruolo importante per schierarsi con le minoranze, mentre le sinistre sono completamente in crisi e le destre avanzano. Bisogna avere la forza di contrapporsi ai nazifascismi, all’omofobia, al razzismo, alla xenofobia. Più noi ci muoviamo, come fa la Cgil, più si muovono anche loro. Non possiamo cullarci sugli allori. I diritti conquistati ce li possono togliere. E c’è un accanimento contro i deboli, una propaganda dell’odio. Per questo invito tutte le minoranze a mettersi insieme: Lgbt, migranti, rom e sinti, diversamente abili, e così via. Insieme per combattere l’ondata di intolleranza che si sta abbattendo su di noi”. C’è un salto culturale profondo da fare. “E c’è bisogno di avere dei modelli di persone che decidono di uscire dall’armadio – questo significa fare coming out -, cioè di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. In Italia mancano vip, salvo belle eccezioni come Tiziano Ferro. Io per primo ho avuto paura nel farlo, ma l’ho fatto”. Con chi? “La prima volta l’ho detto a mia mamma, non avevo neanche 15 anni. La seconda a 18, allo psicologo durante la visita di leva. Poi l’ho definitivamente detto a 32 anni, direttamente in un’intervista alla tv” risponde il sindacalista, augurandoci buon Milano Pride. Domani l’appuntamento è alle ore 15 in piazza Duca d’Aosta. Alle 16 parte il corteo fino a Porta Venezia.
tiziana.altea | 30 giugno 2018, 08:00
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