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Migranti / Un porto in cui approdare

La Cgil sul caso della nave Aquarius: “non possiamo tollerare questa situazione, saremo impegnati in una mobilitazione, anche sul piano europeo, per contrastare questa deriva razzista che sta caratterizzando sempre più marcatamente le politiche sull’immigrazione del nostro Paese e dell’intero continente”
12 giu. – I 629 migranti a bordo della nave Aquarius saranno accolti dalla Spagna, come annunciato dal governatore Pedro Sánchez. Donne, anche incinte, minori non accompagnati, uomini in balia delle acque e dei respingimenti umanitari voluti, per l’Italia, dal ministro dell’interno Matteo Salvini trovano un porto in cui approdare. “Considerare questa una vittoria dell’Italia rappresenta la misura del nostro oblio!” ha commentato su twitter Giuseppe Massafra della Cgil. Ma già prima di questa notizia, in una nota stampa, il segretario nazionale aveva denunciato che su tutti questi migranti “si scarica il peso della politica razzista e xenofoba del nostro Paese, che mai fino ad oggi aveva mostrato un livello così alto di disumanità”.
Per questo il sindacato si impegna per la sua parte e in prima fila in una mobilitazione, anche a livello europeo. Stanno naufragando i diritti umani, il diritto internazionale e marittimo. L’Europa sociale pare miraggio o preistoria. Ma non bisogna demordere. Così la categoria della Funzione pubblica in rete comunica: “Soccorso, accoglienza, integrazione. È il lavoro pubblico, ciò che facciamo e in cui crediamo. Per questo quanto sta avvenendo in queste ore con la vicenda della nave #Aquarius richiede un impegno per chi in questi valori crede. Come Funzione Pubblica Cgil diamo la nostra piena e totale disponibilità a mobilitare tutto il personale a sostegno di iniziative umanitarie e di accoglienza che in queste ore sindaci e autorità stanno dichiarando di voler intraprendere. Perché nessun essere umano è illegale, perché non esistono confini nei diritti. Restiamo umani”. E, a ruota, la categoria lombarda: “Hai davanti persone che stanno scappando, in cerca di vita. Persone provate dal dolore, dalla fatica. Donne, bambini, uomini, che chiedono speranza. Immaginalo. Anzi, immagina di essere tu tra quelle persone. Anzi immagina di essere tu tra le persone che negano una mano. Tanto ci penserà qualcun altro, tu hai già i tuoi problemi. Come se non fossimo tutti sulla stessa barca. E questo non va immaginato, va capito”. Tra le iniziative di protesta oggi alle 18 a Milano, in Piazza della Scala, con la Camera del Lavoro che partecipa e aderisce al presidio organizzato da ‘Insieme senza Muri’, perché “non c’è ragione di stato che valga più della vita umana, apriamo i porti, salviamo le persone e poi discutiamo”.
tiziana.altea | 12 giugno 2018, 08:42
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