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#Rsu18 / Funzioni Centrali: nel segno dell’innovazione

Ieri a Roma “Adesso costruiamo il futuro”, attivo nazionale delle Rsu Fp Cgil
7 giu. - Contratto integrativo, ordinamento professionale e prossimo contratto 2019/21 sono stati i temi in cui si sono cimentati delegati Rsu delle funzioni centrali, funzionari e segretari confluiti ieri a Roma da tutta l'Italia all’attivo nazionale della Fp Cgil, alla presenza della segretaria generale Sorrentino, del segretario Chiaramonte e del capo area Oliverio.
A rendere più concreto e utile il lavoro la divisione in gruppi tematici. Parola d'ordine: innovazione, e così, oltre al metodo usato per favorire partecipazione e coinvolgimento, anche il merito è sembrato uscire dagli schemi di un pensiero sindacalmente sofisticato per nutrirsi di dati offerti al lordo della conoscenza diretta delle aspettative dei dipendenti pubblici.
Chiaramonte e Oliverio hanno introdotto i lavori spiegando che costituiranno uno schema integrabile ai fini della consultazione sui posti di lavoro. Il sistema delle competenze, delle declaratorie, del nuovo ordinamento professionale sono alcuni dei temi per cui è iniziato il confronto delle rappresentanze sindacali con l'Aran che avrà valore nel prossimo contratto, attraverso scelte, priorità e punti di equilibrio.
I lavori svolti dai gruppi hanno espresso il concetto che il contratto di prossima elaborazione dovrà anzitutto consolidare l'elemento perequativo già presente in quello attuale e cominciare ad armonizzare le indennità dei diversi comparti che verranno accorpati - alcuni attualmente godono di indennità più alte ed il timore è che la controparte tenda al ribasso -.
I temi della sicurezza e del superamento del precariato restano portanti per la prossima tornata contrattuale e si intrecciano con una nuova idea di inquadrare i lavoratori in un nuovo ordinamento professionale che sia originato dal lavoro svolto, non solo dal titolo di studio e sia integrabile con formazione mirata, specifica per il settore. Le figure che svolgono lavori apicali dovranno avere sbocchi di carriera attualmente bloccate da inquadramenti rigidi e di antica concezione, e si dovrà considerare la contrattazione integrativa come punto di sviluppo e freno all'eccessiva discrezionalità avuta fino ad oggi dalla controparte. Quest'ultimo punto ha dato come seguito la richiesta di contrattualizzare meticolosamente ogni passaggio del sistema che ad oggi, invece, ha causato una proliferazione di livelli, istituti ed azioni fortemente condizionate da obbiettivi della politica. La contrattazione integrativa dovrà porsi quindi in funzione del servizio da offrire alla cittadinanza e dovrà essere dotata di risorse certe ed esigibili. Per fare questo bisognerà porsi il problema di come costituire i fondi partendo dal salario “storico” e superando il meccanismo di blocco grazie ad aperture che paiono essere già presenti nel nuovo contratto. Le valutazioni dei lavoratori e le agibilità sindacali dovranno trovare nuove formule di svolgimento che aiutino a ricostruire quanto distrutto da interventi normativi sconsiderati. Per quanto riguarda le agibilità sindacali, in particolare, si è proposta l'adozione di istituti come i “confronti tecnici” in orario di lavoro.
Sorrentino ha concluso rinviando ad ulteriori interventi sindacali sui temi proposti, partiti con delle prime idee di base e dalla base, in un'ottica di partecipazione di ogni livello. (Barbara Campagna)
pubblicazione | 07 giugno 2018, 13:00
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