Cerca

AAA Medici di famiglia cercasi

Barbieri (Fp Cgil Medici MG Lombardia): Nei prossimi 5 anni andrà in pensione, solo per raggiunti limiti di età, il 40% dei medici di medicina generale. Significa solo in Lombardia 3000, sui 7800 circa medici di medicina generale. ...
... Senza contare i prepensionamenti. In Italia i medici formati ogni anno sono 1000 (2000 in caso di provvedimenti ad hoc), in Lombardia circa 300 e un 10% poi abbandona.


7 mag. – “Ormai siamo nel guado: la metà dei medici di base sta entrando o è già entrata in età pensionabile e va ricordato che la convenzione decade in automatico raggiunta l’età prevista. La Continuità Assistenziale (CA) è già oltre il tracollo, regge solo grazie ai colleghi precari: i titolari sono una esigua minoranza, destinata in breve all’estinzione”. Giorgio Barbieri, coordinatore Fp Cgil Lombardia per i Medici di medicina generale (MMG), non fa sconti sulla gravissima carenza di medici di famiglia e guardie mediche. “Da anni abbiamo messo in guardia sul fabbisogno di nuovi medici. Prevederlo non era difficile, considerando l’età media dei colleghi”.
Cosa è successo nella nostra regione? “Tra quelle a un passo dal baratro siamo capofila. Nonostante i nostri documentati allarmi, negli scorsi anni in Lombardia si è conseguito l’obiettivo di ridurre il numero di medici di base attraverso una politica, ferocemente appoggiata dalla Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, di aumento del numero di assistiti in capo a ogni singolo medico. Lo dimostrano i ricorsi Fp Cgil Medici in tribunale, le cui pronunce a noi favorevoli sono però giunte tardive” risponde il sindacalista.
Ma le graduatorie non grondavano di medici in attesa di convenzionarsi con il Ssn? “Quei medici erano in gran parte ospedalieri a carriera avanzata e altrettanto vicini all’età pensionabile. Pochissimi di loro potevano essere considerati candidabili alla convenzione per le cure primarie. Tanto meno per la continuità assistenziale”.
La Fp Cgil Medici nazionale ha attaccato le misure del ‘decreto Calabria’ rispetto all’accesso ai corsi di formazione per la medicina generale. Perché? “Questo accesso è riservato solo ai medici già idonei nelle graduatorie ed esclude una grossa fetta di professionisti precari che, pur senza specifico titolo formativo, per anni hanno fatto fronte alla domanda di salute della popolazione – risponde il sindacalista -. Si dimentica forse che la maggior parte degli ottimi medici di base che sinora hanno garantito un’eccellente medicina territoriale quell’attestato non lo ha mai conseguito? Ed è grottesco che a misconoscere i colleghi senza attestato di formazione sia proprio la Fimmg, ai cui vertici (per mere questioni anagrafiche) quasi nessuno può vantarne il possesso!”
Quali sono le proposte della Fp Cgil Medici? “La formazione va portata nel suo alveo naturale: quello della docenza universitaria delle facoltà di medicina e chirurgia, al pari di qualsiasi altra specializzazione medica. Sganciandola, dunque, dalla ingiustificata attuale gestione, in scuole legate a nebulosi ambiti corporativi. Occorre valorizzare l’esperienza acquisita ai fini dell’accesso al corso di formazione per la medicina generale. E ancora: attuare subito la legge di riforma sanitaria sul ruolo unico; trasformare a tempo indeterminato il rapporto di lavoro di colleghi che hanno finora garantito la sopravvivenza del servizio di Continuità assistenziale e quello dell’Emergenza sanitaria territoriale”.
tiziana.altea | 07 maggio 2019, 11:16
< Torna indietro