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Carceri lombarde: il decreto Madia taglia oltre 600 poliziotti penitenziari a fronte di una carenza d’organico già gravissima

27.11.2017 - Comunicato stampa Fp Cgil Lombardia
Non bastava la cronica carenza di organico della polizia penitenziaria all’interno delle carceri lombarde, che si attesta ad oltre 1000 unità. Adesso il decreto Madia azzera il problema dichiarando addirittura un esubero di personale di 625 unità.

Se il decreto ministeriale del 22/03/2013 a firma dell’ex ministra della Giustizia Paola Severino prevedeva una pianta organica per la Lombardia di 5.219 unità, adesso con il taglio previsto dal decreto della ministra Marianna Madia, in accordo col ministero della Giustizia, l’organico previsto è di 4.594 unità. Quindi 625 attuali lavoratori sono considerati in esubero.
La Fp Cgil Lombardia denuncia una situazione inquietante e preoccupante. Invece di essere colmata, la carenza di personale viene aumentata. E di 625 posti di lavoro non si conosce il futuro.

“Non accettiamo un così drastico taglio alle risorse umane, soprattutto dopo aver messo a conoscenza per anni il governo della gravosa situazione delle carceri sprovviste del personale necessario – dichiara Calogero Lo Presti, coordinatore regionale Fp Cgil -. E’ una beffa nei confronti di lavoratrici e lavoratori. Comprime i loro diritti fondamentali, mette in pericolo 625 posti di lavoro mentre comporta per chi resta un ulteriore aumento di lavoro e di responsabilità che si concretizzerà in una crescita sproporzionata del lavoro straordinario, tra l’altro non interamente retribuito, e una diminuzione della sicurezza nei luoghi di lavoro sia per i poliziotti che per i detenuti.

Non possiamo accettare una politica del ridimensionamento del capitale umano sulle spalle di chi ogni giorno si sacrifica a rischio della propria incolumità personale, come dimostra il trend in aumento delle aggressioni che quasi quotidianamente registriamo nelle varie carceri della regione – aggiunge il sindacalista -. Al governo chiediamo di riconoscere l’errore e tornare sui propri passi, prendendo una volta per tutte in seria considerazione le istanze dei lavoratori della polizia penitenziaria”.
angela.amarante | 27 novembre 2017, 14:20
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