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Abbiamo bisogno che i giovani

L'intervento di Davide Farano, Fp Cgil Varese, all'XI Congresso della Fp Cgil nazionale a Perugia
Abbiamo bisogno dei giovani. O meglio, se mi perdonate la stortura grammaticale, abbiamo bisogno CHE i giovani. Abbiamo bisogno che i giovani studino e possano lavorare, che si informino, che si uniscano e che dissentano intorno e da un’idea (e non una persona). Abbiamo bisogno che i giovani riscoprano che, nella vita come nel lavoro, non esistano diritti piccoli e diritti grandi, diritti miei e diritti tuoi. Ogni diritto è una conquista. Mia, tua, e perciò nostra. Abbiamo bisogno che i giovani riscoprano che i grandi valori nascono dalla testa e dal cuore, e che la pancia (e chi le parla) spesso mentono. Che uguaglianza, giustizia, solidarietà, democrazia, libertà non sono idee lontane ed inafferrabili, e non sono parole che stanno bene su tutte le bocche e su tutte le facce. Che nessuno a questo mondo ha diritto a venir prima di chiunque altro. Che i confini, oggi, sono nient’altro che linee tracciate sulle cartine. E che i grandi valori hanno saputo sospingere e alimentare le vite di giovani proprio come loro. Come fossero vento, come fossero fuoco, hanno spinto e spinto e spinto questi ragazzi a diventar uomini, le loro azioni a farsi imprese.
 
E poi abbiamo bisogno che questi giovani capiscano che CGIL può essere la loro casa. Che qui dentro possono lottare per qualcuno e per qualcosa, e perciò per tutti e per tutto, persino per loro stessi. Che in questa casa non hanno bisogno di una tessera politica per potersi appartenere gli uni agli altri. Non hanno bisogno di padri che si mostrano forti per far presa sulle fragilità che il mondo dei consumi ha saputo creare. Che tra queste mura siamo tutti compagne e compagni, e senza paura di esserlo. Che possono trovare chi li ascolta, e chi li aiuta ad imparare. Che essere un delegato è un onore, un’occasione. E  d’altra parte rappresenta certamente un peso da portare, un fardello che in questi giorni si è fatto pesante. Un fardello necessario per tutti. Come da una piccola fiamma infatti può nascere il più grande degli incendi, così può essere da ciascuno di noi.
La speranza divampa, diceva Gandalf quando la terra di mezzo era ad un passo dal cadere nell’ombra. Quando la forza degli uomini pareva venir meno davanti all’oscurità. Lasciamo che la nostra piccola fiamma contagi i nostri giovani. Contagiamoli col nostro entusiasmo, aiutiamoli a ritrovarsi e a riprendere questo Paese in mano, soffiamo sulle loro braci. Insegniamo loro la bellezza di espressioni come “mi batto per”,  “mi espongo per”, “credo in”. Mostriamogli la grandezza del sacrificio. Mostriamo loro come vivere pienamente l’esperienza della piazza.  Coinvolgiamoli sapendo che ne usciremo tutti migliori. Impariamo il loro linguaggio, senza giudicarli, e insegniamo loro il nostro, per scoprire che esistono modi diversi di dire le stesse cose, perfino di viverle, senza perderne un grammo di grandezza.
Comincerà a breve una nuova fase della vita della nostra organizzazione. Qualcosa che anzi è già cominciato, territorio dopo territorio, e va ingrandendosi come mille ruscelli che si riversano in un fiume. E che all’inizio del nuovo anno, con la sua piena, darà vita a qualcosa di nuovo, eppure sempre uguale a sé stesso. Prepariamo coloro che dovranno raccogliere il nostro testimone.
 
Le idee passano, la CGIL resta.

tiziana.altea | 29 novembre 2018, 15:23
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